Alto Huarca: vi è stata violenza

Alto Huarca: Glencore dice di aver agito per “ristabilire l’ordine e ritirare pacificamente” alcune donne indigene che avevano attaccato i lavoratori della miniera Antapaccay, nella  regione di Espinar. Le nostre fonti sul posto ribadiscono: l’intervento è stato violento.

Alto Huerca

Nessuna violenza? Glencore interviene contro una popolazione indigena. © Vidal Merma

José Ramiro Llatas Pérez, coordinatore nazionale e avvocato per i diritti umani di COMUNDO, e Vidal Merna, giornalista indipendente peruviano, hanno richiamato l'attenzione di COMUNDO e di altre organizzazioni per i diritti umani sui violenti attacchi perpetrati il 3 aprile da dipendenti e agenti di polizia di Glencore contro lavatrici agricole indigene della comunità peruviana di Alto Huarca (provincia di Espinar). Le donne si sono difese contro i lavori di costruzione effettuati dai lavoratori della miniera di rame di Glencore Antapaccay nel sito minerario. Sono state brutalmente attaccate da agenti di sicurezza privati e agenti di polizia.

Rispondendo al nostro comunicato stampa dell'11 aprile, la multinazionale svizzera Glencore spiega la sua versione dei fatti: le donne hanno gettato dei sassi sui lavoratori, dopodiché il personale della miniera Antapaccay ha contattato il Pubblico ministero. Questi ha ordinato alla polizia di ristabilire l'ordine e di allontanare le donne dal terreno. Antapaccay dichiara di avere come assoluta priorità il rispetto dei diritti umani e prosegue: «Respingiamo fermamente le accuse secondo le quali le donne sono state minacciate e ferite».

Violenza documentata da fotografie
«Sono arrivato sul posto quando lo scontro era già in corso. Ma ho potuto vedere lo stesso le botte date alle donne», Vidal Merna è giornalista indipendente ed è stato chiamato martedì 3 aprile scorso, quando nella comunità di Alto Huarca, nella regione di Espinar, in Perù, sono intervenuti alcuni funzionari della multinazionale mineraria Glencore, con sede in Svizzera, accompagnati da agenti della polizia nazionale peruviana e da agenti di sicurezza privati. C’è dunque stata violenza?, gli chiediamo: «Certo, le donne sono state picchiate. Gli agenti hanno cominciato a calmarsi quando hanno visto che stavo fotografando e filmando. A quel punto mi hanno accerchiato e mi hanno costretto ad andarmene. Le gomme della mia moto sono state sgonfiate. Anche nei giorni seguenti, quando sono andato direttamente a Espinar per parlare col comandante della polizia, mi hanno urlato addosso».
 
José Ramiro Llatas Pérez, giornalista specializzato in diritti umani e coordinatore locale di COMUNDO, si sta occupando personalmente del caso e ribadisce: «Quel terreno è stato comprato da Glencore in modo illegale: non è stata fatta nessuna consultazione della popolazione indigena, come invece prevede la legislazione vigente. Inoltre non vi è alcuna “strada nazionale”, come sostiene Glencore:  lì vive tuttora una famiglia, legittima proprietaria del terreno». La comunità quechua è preoccupata soprattutto per l’acqua: attualmente Glencore ne ha ottenuto l’uso esclusivo, ancora una volta in barba alle leggi che tutelano le popolazioni indigene.

COMUNDO mantiene la sua versione dei fatti.
Clicca qui per vedere il comunicato stampa dell'11 aprile.

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