Marielle Franco, presente!

Marielle Franco era un’attivista per i diritti umani, aveva 38 anni e da tempo lottava contro il razzismo e per i diritti delle donne. Mercoledì notte è stata assassinata nelle strade di Rio de Janeiro. Ma a Salvador era presente ugualmente.

Marielle non aveva paura di far sentire la propria voce. La giovane consigliera del Partito socialismo e libertà della città di Rio de Janeiro, nelle ultime settimane aveva ad esempio criticato apertamente la decisione del governo di Michel Temer di consegnare il controllo assoluto della sicurezza nello stato di Rio de Janeiro alla polizia militare (non succedeva dal periodo della dittatura militare negli anni ’80).
Chi ha ucciso Marielle e il suo autista, mentre rientravano da un incontro con un gruppo di donne nere giovedì sera, ancora non si sa. Il governo ha inviato il proprio ministro della giustizia, Raul Jungmann, a Rio per seguire personalmente le indagini.
 
Marielle era però presente al Forum sociale mondiale in varie forme: manifestazioni spontanee di protesta contro un “governo che non ci dice la verità”, momenti di raccoglimento prima dell’inizio delle attività, interpretazioni artistiche del fenomeno della violenza contro le donne. E soprattutto il suo assassinato ha ispirato molte partecipanti all’assemblea mondiale delle donne, che si è tenuta giovedì mattina nel centro storico di Salvador. Marielle era una giovane donna nera, lesbica e militante che incarnava molte delle discriminazioni contro cui si è manifestato qui a Salvador: «Siamo qui per affrontare e resistere contro l’oppressione, la disuguaglianza e la violenza!», hanno dichiarato le portavoci, che hanno letto una dichiarazione di dieci punti fondamentali, non negoziabili e che dovrebero dettare l'agenda nelle lotte delle donne nel mondo intero. Il documento, presentato in quattro lingue e letto in modo collettivo da numerose donne provenienti da diversi gruppi presenti al Forum, è stato approvato per acclamazione.
 
Qui di seguito un riassunto dei dieci punti: per la fine del femminicidio e di tutte le forme di violenza contro le donne (fisica, sessuale, psicologica, domestica, economica); per il diritto di decidere dei proprio corpi; perché il corpo delle donne non sia più utilizzato come arma di guerra; per un accesso universale all’educazione emancipatrice e non sessista; per l’emancipazione sociale, culturale, politica ed economica delle donne; contro il razzismo; per il riconoscimento dell’identità di genere con dignità, per il rispetto della diversità sessuale; contro la misoginia, il silenzio e l’invisibilità delle donne; contro il patriarcato in tutte le sue espressioni; contro il capitalismo e l’imperialismo che sfruttano le lavoratrici in tutto il pianeta e generano guerre nelle loro dispute per i mercati e le fonti energetiche, dispute le cui vittime sono principalmente le donne.

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