Un'applicazione per le lavoratrici domestiche

Il Sindoméstico, sindacato delle lavoratrici domestiche, è attivo da quasi trent'anni a Bahia. Tra pochi giorni, al Forum sociale mondiale, lancerà una novità assoluta che potrebbe aiutarlo a raggiungere e sensibilizzare più persone: un'applicazione per smartphone.

Forum sociale mondiale, Brasile 2018, Salvador de bahia, priscilla de lima, lavoratrici domestiche

«Lavoro da quando ho sette anni. Oggi ne ho 48 e potrei essere pensionata, ma solo da pochi anni sono riuscita a regolarizzare la mia situazione professionale». Milca Martins è direttrice del Sindoméstico, il sindacato delle lavoratrici domestiche dello Stato di Bahia. La sua storia è quella di tante, troppe bambine che dalle campagne all’interno del paese venivano portate in città da famiglie borghesi, con la prospettiva di poter studiare: «E invece sono diventata balia di un bambino appena più piccolo di me». Il suo sguardo è fermo e il sorriso non l’abbandona, ma questa donna ha subito tante ingiustizie a cui solo più tardi ha trovato un nome: «Dormivo per terra, pativo la fame, mi hanno picchiata e hanno abusato di me. Mi hanno rubato l’infanzia».
 
In Brasile le statistiche parlano di 8 milioni di lavoratrici e lavoratori domestici, a Bahia se ne calcola mezzo milione circa, ma nella realtà sono molti di più: ogni famiglia che se lo può permettere ha qualcuno che lavora nella propria casa. Solo nel 20% dei casi però si tratta di situazioni regolari. «Il fatto è che la società brasiliana non si è ancora liberata dalla schiavitù!», denuncia Francisco Xavier, direttore della comunicazione nello Stato di Bahia e membro del sindacato nazionale: «Io lavoro come domestico da quando avevo 9 anni e oggi col mio salario mantengo la mia famiglia, ma sono pochi nella mia situazione. Non mi vergogno del mio lavoro: è chi non riconosce i nostri diritti che dovrebbe farlo!».
 
Il Sindomestico ha diverse difficoltà strutturali: la categoria – a differenza degli altri sindacati – non riceve i fondi statali per l’organizzazione e deve quindi finanziarsi con le quote dei membri. Raggiungere e sensibilizzare le lavoratrici e i lavoratori (nel 95% dei casi sono donne) non è per niente facile, visto che ognuno è in relazione privata con la propria famiglia. «Ci organizziamo per incontrarli alla fermata dell’autobus, la mattina presto o la sera tardi –  ci racconta Marinalva Barbosa, segretaria generale del Sindoméstico –. Ma una gran parte dorme anche nella casa in cui lavora, e sono quelli che vengono ancora più sfruttati».
 
Anche Marinalva Barbosa è nata in campagna, si è potuta registrare all’anagrafe solo quando aveva 18 anni. Ha imparato a leggere e scrivere a 20. E oggi, ci racconta con orgoglio, a oltre 50 anni e tutta una vita passata al servizio degli altri, sta frequentando il sesto semestre all’università. Che facoltà?, le chiediamo: «Diritto!», esclama sorridendo. Ogni giudice, ogni avvocato, ogni funzionario pubblico impiega dei lavoratori domestici: «Che interesse avrebbe nel vedergli migliorate le condizioni di lavoro?», ci spiega.
 
Anche il Sindoméstico parteciperà con una delegazione al Forum sociale mondiale. Per l’occasione nei prossimi giorni sarà quindi lanciata una novità assoluta: «Grazie alla collaborazione con una ONG abbiamo partecipato a un concorso di Google e lo abbiamo vinto! – ci spiega Francisco Xavier –. Abbiamo quindi sviluppato un’applicazione che ci permetterà ci raggiungere molte più persone, visto che in Brasile hanno tutti uno smartphone!».

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